Video Dott.ssa Claudia Recine 2002. La dott.ssa Claudia Recine è una stimata specialista in Anestesia e Rianimazione, con una carriera di primo piano nella sanità toscana.
– Formazione: Si è laureata presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza
– Specializzata in Anestesia e Rianimazione presso l’Università di Pisa
– Specializzata in Malattie dell’apparato respiratorio presso Università di Siena.
– Attività Ospedaliera: Ha ricoperto per anni il ruolo di Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Rianimazione presso l’Ospedale San Donato di Arezzo (Azienda USL 8 / USL Toscana Sud Est).
Pioniera nella Chirurgia d’Avanguardia: Nel 2011 ha fatto parte dell’équipe che ha eseguito ad Arezzo, Assistenza Anestesiologica e Rianimatoria, di un eccezionale intervento chirurgico robotico (primo in Italia) su una donna incinta affetta da tumore surrenale, coordinando la delicatissima assistenza rianimatoria.
Successivamente ha collaborato con importanti strutture del territorio, tra cui il Centro Chirurgico Toscano.
Impegno Sociale: Oltre all’attività clinica, si è distinta per progetti sul territorio legati alla tutela delle donne, collaborando attivamente con club di servizio come i Lions e il Rotary per la distribuzione di kit di emergenza destinati alle vittime di violenza.
Il legame con il Patient Blood Management (PBM) e Biodiritti
Il motivo della sua candidatura al Premio Onorario BioDiritti / BioEtica 2026 (promosso da BioDiritti.org ed EGM.it) è strettamente legato alla sua storica attività scientifica:
- La dottoressa Recine è stata tra le prime figure mediche in Italia a promuovere e applicare i protocolli di Medicina e Chirurgia senza Sangue.
- Ha partecipato come relatrice a seminari chiave sul tema (come l’evento “Strategie alternative alle emotrasfusioni”), sostenendo l’implementazione del Patient Blood Management (PBM). Questa disciplina, raccomandata dall’OMS, tutela la salute del paziente riducendo l’uso inappropriato di trasfusioni e rispettando pienamente il diritto al consenso e al dissenso informato dei malati
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