Video Prof. Pasquale Giuseppe Macrì. Un doveroso ringraziamento al Prof. Pasquale Giuseppe Macrì, Direttore del Dipartimento di Medicina Legale e Tutela dei Diritti in Sanità dell’ASL Toscana Sud Est. Dal 2022 il Prof. Macrì è Membro del Comitato Tecnico Scientifico del Parlamento Europeo a Bruxelles e, da aprile 2023, fa parte del Tavolo tecnico del Ministero della Salute istituito per l’approfondimento delle questioni relative alla valutazione del risarcimento del danno non patrimoniale alla persona.Tra i suoi prestigiosi incarichi, figura come Membro del Comitato Scientifico della Fondazione Sicurezza in Sanità presso l’Istituto Superiore di Sanità, Segretario Nazionale MeLCO e Componente della Consulta Deontologica Nazionale FNOMCeO. A livello accademico e formativo, è membro del Comitato tecnico “Modello italiano per la gestione del rischio in sanità” della LUISS Business School, docente formatore certificato CEPAS in risk management sanitario, stimato perito e consulente per le aziende sanitarie in materia di responsabilità professionale, nonché stimato Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) per Procure e Tribunali. L’Area Vasta Toscana Sud Est si estende per una superficie di 11.557 Kmq, pari alla metà della superficie regionale. Estensore come Coordinatore del Comitato Etico USL8 della (carta USL8 di Arezzo sui rifiuti di trattamenti Salvavita (2007) e della Carta sul Rifiuto delle Emotrasfusioni (2000) già elaborati a metà degli anni ’90 e licenziati nel 2000 e 2007. Quel periodo fu caratterizzato da un dibattito antesignano rispetto alle successive e concordi affermazioni della dottrina e della giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione. Gli incontri si svolsero in piena collaborazione con il Comitato Etico Locale della USL8 coordinato dal Prof. Pasquale Giuseppe Macrì. In ciascuna delle cinque zone che componevano allora la USL8 si raggiunsero questi risultati con i Seminari sostenuti dalla partecipazione di oltre 600 persone, tra le quali 210 operatori sanitari, 38 direttori e responsabili di Unità Operative, alcuni magistrati e professori universitari. Secondo quanto dichiarato dal Prof. Macrì “i Testimoni di Geova sono stati moltissimo apripista su questa strada di libertà.” Dichiara che “ha seguito l’evoluzione della lotta che hanno fatto nell’interesse proprio e di tutti e oggi abbiamo una legge sul buon uso del sangue che senza di loro non ci sarebbe stata. Abbiamo tutti i medici convinti che non basta una modesta riduzione di emoglobina per fare una trasfusione, le trasfusioni hanno pericoli intrinsechi non tutti eliminabili. La loro battaglia “è servita al progresso civile della medicina e del diritto, che in Italia era molto arrestato e ignorava la dignità delle persone.” La Medicina Legale della Azienda USL Toscana Sudest, nella sua contemporanea accezione di medicina giuridica – quale ponte tra mondo medico e giuridico – si è sempre avvalsa della stretta collaborazione con la Magistratura della III e della IV Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione ed è da sempre presente e partecipe nella convegnistica e nell’attività di formazione nazionale, affermandosi come Medicina Legale Pubblica del Servizio Sanitario Nazionale a supporto in ambito sanitario e assistenziale nel riconoscimento e godimento dei diritti della popolazione.
La coscienza bioetica DEL PROF. MACRì, giuridica e deontologica ha sostenuto fin dal 1996 la rivoluzione che pone il paziente al centro decisionale con il diritto al dissenso informato di terapie anche salvavita. Colmando il totale disequilibrio nel rapporto di cura paternalistico a favore del medico che si trincerava dietro ad un ipotetico stato di necessità per violentare la coscienza e le libere scelte del paziente. Tema senz’altro divisivo, affrontato con pregiudizio per anni nella comunità scientifica, dottrina giuridica e nella prassi giurisprudenziale. Oggi finalmente molte sentenze stanno dando pieno riconoscimento a leggi e consuetudini mediche moderne a favore della completa autodeterminazione del malato. Il Prof. Macrì, ha, con coraggio e per decenni, favorito il riconoscimento dell’autodeterminazione del malato ponendolo al centro della decisione di quali trattamenti sanitari accettare e quali no. Ha considerato il dissenso alle Emotrasfusioni dei Testimoni di Geova, una lotta servita al progresso civile della medicina e del diritto a favore della dignità delle persone. Tali prese di posizione hanno consentito di avere una Buona Legge sul Buon Uso del sangue e il progressivo riconoscimento dei BioDiritti avvalorati dalla BioEtica più attuale come le DAT (Disposizione Anticipata di Trattamento) regolamentate dall’art. 4 della Legge 219 del 22 dicembre 2017, entrata in vigore il 31 gennaio 2018. Utile a Medici e Malati quando non siamo più in grado di riconfermare la nostra volontà, già precedentemente espressa in condizioni di lucidità, su cure rifiutate come trattamenti salvavita o per malattie che costringano a trattamenti o accanimenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una sia pur minima vita di relazione. Tali norme hanno definito il diritto alla autodeterminazione del paziente, esattamente come veniva applicato decenni prima ad Arezzo. L’espressione del consenso e dissenso all’atto sanitario sono stati dal 2000 ad Arezzo, poi nell’area vasta e infine a livello nazionale, elementi fondanti del rapporto di cura e fiducia tra persona ed equipe sanitaria cementando l’invalicabilità dell’eventuale dissenso posto dall’avente diritto.


0 commenti